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Il coraggio della verità: l’incontro con il testimone di giustizia Marco

Anno scolastico 2025/2026

Una testimonianza autentica tra paura, responsabilità e senso dello Stato

Presentazione

Data

27 Febbraio 2026

Descrizione del progetto

Venerdì 27 febbraio presso la sala Congressi del Comune di Rivoli gli alunni della classe 3ª A hanno incontrato Marco, testimone di giustizia e autore, insieme a Davide Mattiello, del libro Mi chiamo Marco e sono un testimone di giustizia.


Un momento intenso e carico di significato, che ha offerto ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi direttamente con una storia vera di coraggio, sofferenza e responsabilità civile.
Marco è cresciuto in un contesto mafioso, in un territorio segnato da una scarsa presenza dello Stato, ma con valori solidi trasmessi dalla famiglia, in particolare dal padre, suo punto di riferimento. La scelta di denunciare le richieste estorsive e le pressioni della criminalità organizzata ha cambiato radicalmente la sua vita e quella dei suoi cari. Ha raccontato di aver subito attentati, aggressioni, minacce — persino di aver trovato un proiettile sulla propria auto — ma di non essersi mai piegato.
Scrivere il libro è stato per lui un percorso doloroso: ha ripercorso momenti difficili, non ha nascosto errori né fragilità, e ha confessato di aver temuto di raccontare “verità scomode”. Alla domanda su cosa si provi a scrivere un libro così, ha risposto con semplicità: è una sensazione incredibile sapere che venga letto da ragazzi, perché significa seminare consapevolezza.
Nel dialogo con gli studenti sono emersi temi profondi: il significato della libertà in un territorio dominato dalla mafia, il peso delle scelte personali quando coinvolgono un’intera famiglia, la paura costante e la capacità di gestirla. Marco ha spiegato che denunciare non significa automaticamente entrare in un programma di protezione e che, anche quando ciò avviene, si perde molto: identità, relazioni, stabilità lavorativa. Lo Stato offre strumenti di tutela, ma il prezzo personale resta altissimo.
Ha colpito molto i ragazzi la sua riflessione sul bene e sul male: non è corretto pensare che chi indossa una divisa rappresenti sempre il bene e chi ne è privo il male. Ciò che conta sono le scelte individuali e la coerenza con i valori della giustizia.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il sacrificio di Giovanni Falcone, simbolo della lotta alla mafia, che ha pagato con la vita il proprio impegno contro l’illegalità. Marco ha sottolineato come la mafia non si combatta solo con le operazioni giudiziarie, ma soprattutto cambiando la mentalità: la struttura mafiosa si alimenta della mentalità mafiosa e dell’omertà, la via più semplice ma anche la più pericolosa.
Particolarmente toccante è stato il passaggio dedicato ai figli, che ancora non conoscono tutta la sua storia: una scelta fatta per proteggerli dal peso di una realtà complessa, nella speranza di garantire loro una crescita libera da condizionamenti.
L’incontro ha lasciato negli studenti una forte impressione: la testimonianza diretta di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte ha mostrato che il cambiamento è possibile, anche quando il contesto sembra più forte dell’individuo. Perché, come ha ricordato Marco, il contesto non può vincere se dentro di noi restano saldi i valori della giustizia e della libertà.

Prof.ssa Grazia Monastra

Obiettivi

  • Promuovere la cultura della legalità e del rispetto delle regole
  • Comprendere il valore della responsabilità personale nelle scelte quotidiane
  • Riflettere sul significato di giustizia, libertà e coraggio civile
  • Sviluppare senso critico e consapevolezza rispetto ai fenomeni mafiosi e all’omertà
  • Educare alla speranza come motore di cambiamento sociale

Luogo

Sala Congressi del Comune di Rivoli